Volevo essere un canottiere
Noi che il sabato si va a dormire presto, perché domenica allenamento in barca di buon’ora.
Noi che le scarpe di ginnastica le usiamo per fare 30 metri dallo spogliatoio al pontile.
Noi con mani e piedi gelati per mezz’ora prima che il cuore incominci a pompare alla grande
Noi che ci emozioniamo nel silenzio del mare rotto solo dallo sciabordio della barca che solca l'acqua.
Noi che nonostante due gradi centigradi e la schiena bagnata il raffreddore ci fa un baffo.
Noi che sui 6x3000 metri si parte ad handicap e devi prendere quelli che sono partiti prima e non farti pendere da quelli che sono partiti dopo.
Noi che solcando il mare sentiamo le lezioni di Flavio e le urla di Donato.
Noi che quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare.
Noi che quando si smonta dalla barca Donato ha preparato porcina con i crauti.
Noi che quando si va in doccia la pelle diventa tutta rossa come se facessimo la sauna finlandese.
Noi che dopo il giro a Muggia con gli amici si va a casa a studiare perché domani il Prof interroga.
Noi che domani saremo le donne e gli uomini di questo splendido Paese.
Dedicato ai nostri giovani atleti
Marco Finocchiaro